LA STORIA

La passione come motore, l’entusiasmo come “carburante”. Da 45 anni la Società “Luigi Barbara” sfreccia sui binari del teatro e della musica seguendo quell’impulso che nella seconda metà degli anni ‘60 due lungimiranti gruppi di uomini di cultura riuscirono a dare a una città in cui la domanda era forte e l’offerta pressoché inesistente. Un primo gruppo, votato al palcoscenico, era guidato dall’avvocato Luigi Barbara e annoverava Mario De Vincentis, Diego De Sisto, Candeloro Candelori ed Edoardo Tiboni; l’altro, versato all’arte dei suoni, vedeva Lucio Fumo, Aligi D’Epifanio, Gino Marchegiani, gli avvocati Di Baldassarre e Vasile, Romano Ampolo Rella. Nel ramo delle sette note, poi, c’era una spiccata propensione verso il jazz: un gusto musicale che, per la prima volta in Italia, portò ad accostare in cartellone i grandi del jazz ai grandi del concertismo classico mondiale. Evento a dir poco “rivoluzionario”, che finiva puntualmente sotto la censura del Ministero pronto a depennare i concerti di musica neroamericana perché ritenuti non all’altezza di meritare contributi. Che Pescara attendesse una realtà culturale nella quale identificarsi è testimoniato dalle cifre: la seconda stagione di attività, la '66/67, successiva a quella sperimentale del '66, raccolse 1.350 abbonati. I soci si tassarono con una quota di 50.000 lire e raccolsero la bellezza di 18 milioni dell’epoca. Eppure si trattava della stessa città che dal 1963 non aveva più un teatro comunale, e non aveva neppure un auditorium degno, tanto che i primi concerti venivano ospitati da un cinema di Montesilvano e i soci sopperivano alla mancanza di mezzi pubblici mettendo a disposizione le auto private. Per la prosa era il cinema Michetti a fare le veci di un teatro vero, e riuscì a ospitare persino qualche prima nazionale. Il primo presidente della Società del Teatro e della Musica che sotto questa denominazione fondeva le due associazioni, fu Ennio Flaiano, attivo promotore nonostante la sua vita si svolgesse ormai lontano dalla città natale: non saltò neppure una riunione e si adoperò in tutti i modi per far crescere la “creatura” che aveva contribuito a far nascere. Dopo tre anni, quando si dimise per problemi di salute, lasciò una solida realtà che nel 1971 assunse il nome dell’avvocato Barbara. Senza un teatro, senza una sala da concerto progettata per tale, la società ha portato i pescaresi (e non solo) a teatro e ai concerti, facendo ormai intravedere il traguardo di un milione e mezzo di biglietti staccati, indice della vitalità che fa di Pescara la capofila in Abruzzo.

 
GLI ARTISTI
Se manca qualche lettera, è solo perché l’anagrafe non sempre va di pari passo con l’estro artistico. Ma in realtà l’alfabeto teatrale e musicale della “Luigi Barbara” è quanto di più completo si possa immaginare. Basta scorrere due brevi elenchi che costringono a fare delle scelte sicuramente dolorose e altrettanto certamente opinabili: Giorgio Albertazzi, Tino Buazzelli e Carmelo Bene, Ernesto Calindri, Eduardo e Peppino De Filippo, Franco Enriquez, Dario Fo, Annamaria Guarnieri e Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Franco Interlenghi, Manuela Kustermann, Alberto Lionello, Valeria Moriconi, Ave Ninchi, Umberto Orsini, Gigi Proietti, Paola Quattrini, Salvo Randone, Mario Scaccia, Aroldo Tieri, Romolo Valli, Lia Zoppelli. E poi, ecco il panorama delle “sette note”: Martha Argerich e Vladimir Askenazy, Lazar Berman, Domenico Ceccarossi, Joerg Demus, Duke Ellington, Rudolf Firkusny, Severino Gazzelloni e Emil Ghilels, Monique Haas, ISO Dance Theatre, Hank Jones, Wilhelm Kempff, Katia e Marielle Labeque, Nikita Magalov, Igor Ojstrakh, Maurizio Pollini, Quartetti e Quintetti (sempre i migliori), Svjatoslav Richter, Andrés Segovia, Viktor Tretiakov, Uto Ughi, Sarah Vaughan, Phil Woods, Narciso Yepes, Nicanor Zabaleta. Un palmarès da far tremare i polsi, e ancor di più se si pensa che dietro a ogni lettera di artisti ce ne sono di altrettanto celebri e di vaglia di quelli qui presentati per mettere ogni pezzo al posto giusto sulla scacchiera della cultura. E ognuno di essi ha rappresentato e rappresenta una tendenza del gusto, un’unicità estetica, un tassello particolare e irripetibile di questa storia ultratrentennale, scandita da momenti esaltanti. E, soprattutto, una storia scritta con l’inchiostro multicolore dell’emozione, che non lascia solo traccia sulle cronache ma imprime un segno deciso nel patrimonio culturale della città.
 
LEGGE 112

La legge 7 ottobre 2013, n. 112 - Articolo 9 - Comma 2, in ottica di trasparenza, semplificazione ed efficacia del sistema di contribuzione pubblica allo spettacolo dal vivo e al cinema, stabilisce che gli enti e gli organismi dello spettacolo, finanziati a valere sul Fondo unico dello spettacolo (legge 30 aprile 1985, n. 163, o ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive modificazioni), debbano pubblicare e aggiornare le informazioni relative ai titolari di incarichi amministrativi ed artistici di vertice e di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, nonché di collaborazione o consulenza.

Prospetto incarichi e compensi - Legge 112 - 2013